di FRANCESCO ALBERONI
Moti pensano che l'attacco alle Torri gemelle sia l'inizio dell'assalto dell'integralismo islamico all'Occidente. Personalmente, invece, ritengo che questo avvenimento non apra, ma chiuda l'era dell'espansione dell'integralismo islamico e dia inizio a una nuova era di ripensamento della propria identità sia da parte dell'Occidente che dell'Islam.
La rivitalizzazione dell'Islam e la diffusione dell'integralismo islamico sono continuate ininterrottamente fra gli anni 1970 e 2000. Negli anni Sessanta l'Islam è ancora caratterizzato dalle confraternite, organizzazioni religiose pacifiche di origine sufi senza particolari aspirazioni politiche. Le élites politiche e culturali erano di formazione occidentale, laiche e socialiste. Molti governi erano filosovietici. A nessuno veniva lontanamente in mente di instaurare la sharia, col taglio della mano, la lapidazione dell'adultera e la condanna di chi praticava un'altra religione in pubblico. Faceva eccezione solo l'Arabia Saudita, dove da tempo è al potere una setta integralista wahabita.
L'integralismo, il progetto di restaurare la Potenza islamica e di costruire uno Stato islamico basato sulla legge coranica come all'epoca del califfato, fa la sua comparsa in Egitto con i Fratelli musulmani e in Iran con la scuola di Khomeini. Combattute dai governi, le idee integraliste si diffondono tra i giovani universitari. Poi, dopo la rivoluzione in Iran, la crisi dell'Unione Sovietica e del marxismo, conquistano gli intellettuali alla ricerca di un 'ideologia che si contrapponga al predominio dell'Occidente e le masse popolari che sono sempre rimaste religiose. L'integralismo dilaga ovunque, prende il potere in diversi Stati dove instaura la sharia, e si diffonde anche fra gli immigrati musulmani in Europa. Bin Laden, dal suo santuario saudita e afghano, prepara un esercito terrorista e sferra la clamorosa offensiva delle Torri gemelle.
A questo punto avviene il cambiamento. L'Occidente, fino a quel momento indifferente, si sente minacciato e scopre nell'Islam integralista un pericolo terroristico e una sfida culturale portata nel suo seno. Risponde con violenza e sconfigge gli integralisti in Afghanistan. Poi crea una potentissima alleanza militare fra Usa, Europa e Russia. Ma cambia anche l'atteggiamento culturale.
In tutti i Paesi occidentali incomincia un profondo esame di coscienza sulla propria identità, sui propri valori essenziali, su cosa significa inserire i musulmani nell'ambito della civiltà occidentale dove esiste la democrazia, la separazione fra Stato e Chiesa, fra Legge e Morale, la libertà di culto, di parola, tutte cose proibite dove l'Islam arriva al potere.
Sono convinto che nei prossimi dieci anni questo processo di chiarificazione della nostra identità storica e culturale continuerà in modo approfondito. Ci domanderemo cosa vuoi dire essere italiano, essere europeo. E perciò anche cosa implica essere musulmano in Europa. Gli Stati Uniti sono una società multirazziale e multireligiosa, ma tutti parlano la stessa lingua, tutti giurano sulla stessa Costituzione. E' possibile questo in Europa?
Ed è possibile ammettere che nei Paesi islamici sia proibito esercitare in pubblico un 'altra religione o fare proselitismo?
Sono domande che incominciano a porsi anche le élites musulmane.
Non compiamo l'errore di trattare questi argomenti come fossero problemi di razzismo. Si tratta invece di un grande processo culturale da cui dipende il futuro di tutti.
corriere.it/alberoni